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I risultati dell’analisi presentata nei giorni scorsi a Rimini.
Consumi, i giovani spingono frutta e verdura al massimo
Coldiretti: “Aumento di quasi un miliardo di chili nell’ultimo decennio. Sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati al bar o anche a casa grazie alle nuove tecnologie”.

Stili di vita e ricerca di alimenti sani e genuini imprimono alla domanda di frutta e verdura una crescita record. “I consumi degli italiani sono aumentati di quasi un miliardo di chili nell’ultimo decennio”. Il dato emerge dall’analisi della Coldiretti presentata nei giorni scorsi a Rimini. “La spinta – è spiegato in una nota di sintesi – è avvenuta per effetto soprattutto delle preferenze alimentari dei giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati al bar o anche a casa grazie alle nuove tecnologie”. Il frutto più “gettonato” a livello nazionale? “Le mele, al secondo posto ci sono le arance, mentre tra gli ortaggi preferiti dagli italiani salgono sul podio nell’ordine le patate, i pomodori e le insalate/indivie”. In crescita “la spesa per gli ortaggi freschi pronti al consumo (la cosiddetta IV gamma) che chiudono il 2018 con un +5% a valore rispetto all’anno precedente con quasi 20 milioni di famiglie acquirenti, secondo Ismea”.

Sicurezza e genuinità.

“La ricerca di sicurezza e genuinità nel piatto porta l’88% degli italiani – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – a bocciare la frutta straniera e a ritenere importante scegliere nel carrello frutta e verdura Made in Italy, visto che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale. Basti pensare che il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% rispetto alla media Ue dell’1,2% e allo 0,4% appena dell’Italia (secondo le elaborazioni Coldiretti sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’Efsa). In altre parole i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy per quanto riguarda la presenza di residui chimici oltre i limiti”.

La produzione italiana.

“L’Italia – sottolinea la Coldiretti – è il primo produttore Ue di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E risulta poi il secondo produttore dell’Unione europea di lattughe, cavolfiori e broccoli, spinaci, zucchine, aglio, ceci, lenticchie e altri legumi freschi. Infine, detiene il terzo posto in Europa per quanto riguarda asparagi, ravanelli, peperoni e peperoncini, fagioli freschi. E anche in relazione alla frutta l’Italia primeggia in molte produzioni importanti: dalle pere fresche alle ciliegie, dalle albicocche alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne. È altresì seconda per la produzione di mele, pesche, nettarine, meloni, limoni, arance, clementine, fragole (coltivate in serra) e mandorle e al terzo posto per angurie, fichi, prugne e olive da tavola.

(Fonte: coldiretti.it/ 08.05.2019)

 

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