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La riflessione di Salvatore Giordano, presidente dell’Ordine di Salerno.
Commercialisti al tempo della crisi
“Quanto più un’economia è piccola e fragile, tanto più si annidano insidiosi i rischi di insorgenza di contingenze problematiche, da cui spesso si fatica a tornare indietro”.

di Salvatore Giordano*

Custodi della tutela delle fede pubblica nel rispetto reciproco dei diritti e dei doveri tra Stato e cittadini, sentinelle della salute economica di un territorio, laicamente ispirati ad un esempio, stoicamente ancora innamorati di una professione tanto utile alla cosa pubblica quanto “maltrattata” dal legislatore e guardata ancora troppo spesso con sospetto dall’opinione pubblica. Mi piace descrivere così i commercialisti, la categoria che ho l’onore di rappresentare per la circoscrizione del Tribunale di Salerno dal 2017 al fianco di un Consiglio attentissimo a portare in alto il nome della professione e a rimarcare la nostra vicinanza ai contribuenti, specie quelli in maggiore sofferenza, purtroppo sempre più numerosi. Non a caso, nella recente edizione dell’evento organizzato a ridosso dei festeggiamenti patronali di San Matteo, abbiamo scelto di mettere in risalto il ruolo del commercialista nel sovra-indebitamento, materia molto cara all’ODCEC di Salerno da sempre sensibile alle difficoltà delle fasce deboli della popolazione. Quanto più un’economia è piccola e fragile, come nella provincia di Salerno, tanto più si annidano insidiosi i rischi di insorgenza di contingenze problematiche, da cui spesso si fatica a tornare indietro. Il dato è ancor più preoccupante alla luce del fatto che le difficoltà economiche della crisi non risparmiano nessuno, neanche la nostra categoria.

E la crisi si traduce, anche, in mancato fascino per questo lavoro: nell’ultimo biennio sono scarsi 200 i praticanti iscritti al nostro Ordine. C’è un grido di dolore rispetto ad una professione che parecchi ritengono sia al tramonto. Il mio ottimismo mi dice invece che siamo di fronte ad una sterzata che ci porterà a fare cose che prima forse non immaginavamo. Il nostro ruolo va al di là dell’aspetto contabile, il tempo del commercialista tuttologo è finito, la specializzazione è l’unica strada percorribile per dare nuova linfa al nostro mercato. Una prerogativa, quella di rivestire ruoli altamente specialistici, tenuta in conto anche da recenti riforme quali il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Riconosciuta la funzione propedeutica del commercialista, sia nella capacità di elaborare un piano di rientro del consumatore che nella valutazione e diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese attraverso le procedure di allerta e gli indicatori della crisi, è giunta l’ora che il legislatore mostri però la giusta e meritata considerazione sotto altre due prospettive: economica – senza lasciare spazio all’interpretazione rispetto al se e al quanto il nostro lavoro debba essere retribuito – ed esclusiva – riservandoci il compito in modo chiaro e inequivocabile nelle norme. E dare così alle nuove generazioni la speranza di poter continuare a fare questo meraviglioso mestiere.

* Presidente Ordine Dottori Commercialisti Salerno

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