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Analisi previsionale Confesercenti-Swg. Il giro d’affari rallenta nel 2018 e si ferma a quota 1,3 miliardi (-13%).
Black Friday? Riemergono gli acquisti “offline”
Il 45% dei consumatori ha manifestato propensione a comprare in un punto vendita fisico. Spesa media di 110 euro a testa.

Il “Black Friday” all’italiana, al di là dell’effettivo (e rilevante) giro di affari, segnala una tendenza molto positiva relativamente ai negozi reali/tradizionali – che vedono risalire il loro livello di appeal nei confronti dei clienti – in vista del rush finale degli acquisti natalizi. Passa dal 39 al 45% la quota di consumatori che ha previsto di fare un acquisto offline nei circa 180mila punti vendita fisici che hanno aderito al venerdì nero. È quanto emerso da uno studio realizzato da Confesercenti in collaborazione con Swg, “elaborando i dati di un doppio survey a consumatori e commercianti”. A conti fatti il “Black Friday” – tenendo conto delle proiezioni sugli acquisti – ha rallentato, ma per la giornata di sconti è stato previsto, in ogni caso, “un giro d’affari di 1,3 miliardi di euro, il 13% in meno del 2017”. Il calo del fatturato “è dovuto ad una minore attenzione del pubblico”.

Il profilo dell’acquirente.

“Ad aver deciso di acquistare quest’anno – si legge in una nota di sintesi di Confesercenti – è il 32%, percentuale che corrisponde a circa 12,1 milioni di italiani: nel 2017 era il 37% (circa 14 milioni). Una diminuzione che la leggera crescita della spesa media per persona – passata da 108 a 110 euro – non riesce a controbilanciare”.

Cosa si compra?

“Soprattutto tecnologia, indicata dal 43%. Seguono prodotti di moda (29%), elettrodomestici (26%), mobili/prodotti per la casa (18%) e infine viaggi (8%).  Ma si cerca di tutto, con il 19% che indica altre tipologie di beni e servizi, dai prodotti enogastronomici a quelli cosmetici”.

Dove si compra?

“Pur essendo un’abitudine legata all’e-commerce – spiega sempre la Confesercenti – cresce la percentuale di chi ha deciso di fare i suoi acquisti offline: ad acquistare in un punto di vendita fisico sarà il 45% degli interessati al Black Friday: il 30% accompagnandolo ad un acquisto sul web, mentre il 15% comprerà solo nei negozi reali”.

La “mappa” dei negozi e delle offerte.

Al “Black Friday” hanno risposto 180mila negozi (il 27% delle attività) “con sconti consistenti, oltre il 40% in un caso su due. Il 44% limita le offerte al solo venerdì, mentre il restante 56% lo fa più a lungo: il 14% degli imprenditori ha sposato l’idea di Black Week ed ha iniziato gli sconti lunedì, mentre il 42% opta per il Black Weekend, con offerte da venerdì fino a domenica sera”.

Primo test di Natale.

“Che sia Black Friday o Black Week, il periodo – specifica la Confesercenti –  è comunque un importante test per il Natale: il 54% usa infatti l’occasione per fare almeno un regalo da mettere sotto l’albero, il 9% addirittura la maggior parte. Un anticipo sui consumi natalizi – i più importanti del nostro commercio – che molti negozi di quartiere sperano di intercettare: la maggior parte (59%) di chi sceglie di aderire al Black Friday lo fa infatti nel tentativo di incrementare le vendite, o per lo meno di non perdere quote rispetto al web, partecipando ad un evento nato per l’e-commerce ma adatto pure al commercio fisico”.

Le perplessità.

Non manca, però, qualche “perplessità ad importare tradizioni che non fanno parte della nostra storia: il 49% dei negozianti che non partecipa non lo ritiene un evento adatto, il 35% pensa che troppe promozioni – soprattutto prima di Natale – siano controproducenti. Ma c’è anche un 16% che ritiene che i negozi reali non possano partecipare: una risposta che non deve sorprendere, visto che in alcune regioni vige il divieto di promozioni a 30 giorni dal Natale”.

(Fonte: confesercenti.it/  20.11.2018)30

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