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L'altra notizia »

Arabesque di Daniela Delvecchio/ L’occultamento del viso, “lockdown generation”

I singolari dipinti di Gideon Rubin – artista israeliano in mostra a Milano fino al 10 ottobre prossimo presso la galleria Monica De Cardenas – sembrano fotografare simbolicamente le azioni degli adepti di questa, ormai definita, “lockdown generation”,  tra rappresentazione e astrazione, in un momento storico in cui il volto sembra aver perso molto del suo significato. Nelle sue opere l’occultamento del viso, l’assenza di espressione, le facce omesse da parziali inquadrature, coinvolgono chi le guarda in “un viaggio tra memoria e delirio, in uno spazio drammatico che collega soggetto e spettatore”come ci spiega Stefano Castelli critico d’arte e curatore di numerose mostre tra gallerie e musei. Le immagini di Rubin sono anonime, spoglie di indizi di  lettura espressiva, immortalano azioni comuni che possono riguardare chiunque le guardi, fortemente evocative e aperte ad una personale  raffigurabilità dei volti.

Potrebbero essere i giovani di oggi quelli di cui immaginare il volto? Quelli della pericolosamente chiamata “lockdown generation” ma anche “look down generation” fatta di persone che camminano guardando in basso, concentrati solo sui display dei loro smartphone? Per altri una generazione tra le più sfortunate, che ha visto la sua euforia, la sua voglia di fare e di rischiare, già sensibilmente compromessa dalle difficoltà di questo mondo, scontrarsi contro un muro invisibile, anomalo. Speriamo davvero sia una generazione forte, coraggiosa e che non si spenga, né si attenui la sua carica, che resti sempre energia vitale per l’intera società. E questo, credo, rimane sempre una grande responsabilità di tutti.


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